Il paesaggio come storia, Mario Ambel

Si parla ancora di competenze? Sembra un argomento forte, un nodo problematico irrisolto.  Sul concetto di competenza poggia tutta la struttura educativa, dalla scuola di base su su fino all’università. No, più su, per tutta la vita… Non smettiamo mai di diventare competenti.  Compito della scuola è perciò progettare per competenze, declinare livelli di competenza e curricoli… fino alla difficile prova finale: valutare le competenze degli alunni. Si è aperto così, sulla questione ancora calda delle competenze,  il primo seminario organizzato da ReteStoria, giovedì, al Liceo Scientifico Leonardo da Vinci di Treviso.  E’ stato scelto forse l’esperto  “più competente” in materia: Mario Ambel.     ReteStoria non è alle prime armi in materia: gli insegnanti dello staff hanno partecipato alla stesura di curricoli per il CEDE, in seguito collaborato all’elaborazione di un curricolo verticale per competenze declinato per moduli, all’epoca della riforma Berlinguer mai più attuata; hanno partecipato ai lavori e alla formazione degli insegnanti sui Saperi Disciplinari, sempre per l’Ufficio Scolastico regionale del Veneto; hanno promosso convegni e tavoli di lavoro.      Perché allora tornare a parlarne? Desideriamo avere una nuova conferma su quanto crediamo e abbiamo sperimentato: saremo insegnanti capaci di promuovere competenze se il processo di insegnamento/apprendimento sarà motivante e motivato, basato sull’esperienza, riflessivo sui processi, coinvolgente quando utilizza gli strumenti delle discipline. I risultati saranno positivi se, invece di spiegare, progetteremo un laboratorio di apprendimento. Ci interessa il confronto con Ambel che si occupa da tanti anni della questione perché siamo consapevoli che insegnare così richiede un notevole investimento in preparazione e studio e nelle condizioni della scuola di oggi, diventa molto difficile. Ci voleva la passione di Mario Ambel per riprendere coraggio.

Nel suo sito, www.memorbalia.it, si presenta con questo aforisma di Primo Levi: Se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino può donare, l’amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) costituisce la migliore approssimazione concreta alla felicità sulla terra.

I materiali del seminario di ReteStoria saranno disponibili al più presto. Nel frattempo, utilissimi approfondimenti su progettare per competenze li trovate qui.

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