LandscapeCamp 2013

logo _landscapecamp_originaleLanscapeCamp è una “non conference” per la 4^ Biennale di Storia a Treviso, a cura degli studenti e dei professori della Rete di Storia intorno al tema del paesaggio.
La lettura del paesaggio nella sua quarta dimensione: il tempo, per la ricostruzione storica, è il tema dei laboratori per la 4^ Biennale.
LandscapeCamp è il backstage della Biennale: i gruppi di lavoro presenteranno i documenti più interessanti o curiosi, momenti di lavoro, difficoltà, scoperte, conclusioni.
I gruppi di lavoro sono invitati a presentarsi in LandscapeCamp. Le modalità organizzative sono emerse durante l’ultimo mese di lavoro, dalle proposte avanzate dagli studenti.
LandscapeCamp si terrà sabato mattina, 11 maggio 2013, nell’ Aula Magna del Liceo Scientifico Leonardo da Vinci di Treviso.

Modera gli interventi la dott.ssa Alessia De Nardi, Università di Padova, che presenterò a sua volta Landscape and Immigrants, Networrks, Knowledge.

A seguire Immagini, esperienze, paesaggi a cura dei ragazzi di ReteStoria, in quest’ordine:

I.C. Villorba Classe IB

2 gruppi di 5 alunni:  “Tempo di gioco e la porta del tempo”  (5 minuti)

1 gruppo di 4 alunni, “Villa Giovannina: le forme nel tempo”  (3 minuti)

I.C. Silea Classe III E

Francesca, Giulia, Camilla Grespan, Emma, Marica, Eni: Da Rio Bo a Rio Fu (minuti 10)

Liceo da Vinci Classe  II B

Simone e Marco :   Il terzo paesaggio nella fornace Gregory-Scarpa (5 minuti)

Il paesaggio di recupero a Quinto di Treviso

Classe II E:

Lorenzo e Annamaria: Un nuovo sguardo sui paesaggi indecisi: il caso di Santa Margherita a Treviso (5 m.) e Le dimore del vento a Treviso (5 m)

Istituto Comprensivo III Treviso Scuola Secondaria Mantegna:

Classe I D

Yuri, Anna, Sara e Algassimo  “Il percorso sulle Mura”  (5m.)

Classe III D

Irene, Aliona,  Klea, Eliza, Kevin:  “Visita alla Fornace Gregori”  (5m.) e  “Otto anni di laboratorio di storia” (m. 5)

Istituto Comprensivo V Treviso Scuole secondaria Coletti

Il territorio intorno a me, i quartieri di San Liberale, San Paolo, Monigo

2^B: Elena i quartieri

2^D: Andrea Le esperienze degli adulti di 1^ e 2^ generazione

2^B: Riccardo: Le interviste agli adulti di prima generazione

2^D: Angela: Le esperienze degli adulti di seconda generazione

2^D: Giovanni: La Costituzione nei quartieri

2^B: Elisa: L’esperienza della lezione danzata

2^BD: L’esperienza del convegno Auser a Roma ( 20 m)

L’area Appiani e il villaggio Eden

3^B: Sabrina e Chiara Il luogo: dal presente al passato, attraverso le mappe (5m)

3^A: Alessia, Letizia e Alessandro  Appiani politico (10m)

3^A: Sara e Paolo Il Villaggio Eden (5m)

3^B: Eleonora e Pranvera Luce e telefono, Appiani e le infrastrutture (5m)

3^D: Annalisa, Ketrin e Davide Il teatro Eden, l’idea, l’edificio, la programmazione (10 m)

3^ B: Alberto Il logo del LandscapeCamp: l’idea e la realizzazione (5m)

3^ A Sara con Alessia e Letizia: Dietro le quinte, commenti sul lavoro (5m)

3^B: Aurora ed Elena Dietro le quinte, commenti sul lavoro (5m)

3^D Beatrice, Filippo, Nicolò, Luca ed Angelo Dietro le quinte, commenti sul lavoro (5m)

Liceo da Vinci

2^I  Mathilda Gobbo,  Percepire il paesaggio, (5m.)

3^E ,  Tronchin Thomas, Matteo Maschio, Florian Giovanni, Matteo Esposito, Michael Berly e Riccardo Piovesan, video Le case torri in città (5m.)

Lorenzo Saccaro Giorgia Camillo, video  Treviso Rinascimentale, (8m.+3m.)

 

 

 

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Biennale di Storia 2013

I veri paesaggi sono quelli che noi stessi creiamo,                                                             perché così, quali loro dèi, li vediamo come veramente sono,                                                         cioè come sono stati creati.”
Fernando Pessoa, Il libro dell’inquietudine, 1982

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BIENNALE DI STORIA A TREVISO

4ª edizione 

11-15 maggio 2013 – Treviso 

Il paesaggio

come storia

Sabato 11 maggio 2013

ore 9-11, Aula Magna del Liceo scientifico Leonardo da Vinci

LandscapeCamp: la parola ai ragazzi

Saluto di benvenuto di M. Giuseppina Vincitorio, Dirigente Scolastico e Presidente di ReteStoria, ai partecipanti

Alessia De Nardi, Università di Padova, Paesaggio e popolazione immigrata: il Progetto LINK (Landscape and Immigrants: Networks, Knowledge)

Paesaggi, paesaggi, paesaggi: I ragazzi presentano il backstage dei laboratori

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ore 16, salone del Palazzo dei Trecento: Inaugurazione della rassegna                             

Leggere il paesaggio e le trasformazioni del territorio: un esercizio di cittadinanza

a cura delle scuole di ReteStoria

Saluti delle autorità scolastiche e civiche con interventi di Stefano Pimpolari, assessore alla Cultura del Comune di Treviso, Giorgio Corà, dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto, Ufficio Scolastico di Treviso, Paolo Corbucci, Dirigente Scolastico, MIUR, Maria Giuseppina Vincitorio; Dirigente Scolastico del Liceo “Da Vinci” di Treviso e Presidente di ReteStoria, Staff di ReteStoria.

 

Domenica 12 maggio 2013

ore 10, Museo di Santa Caterina: Il Museo per il paesaggio invisibile. L’età antica

Saluti del Direttore dei Musei Civici di Treviso, Emilio Lippi

In museo alla ricerca del paesaggio invisibile, Maria Elisabetta Gerhardinger, conservatore dei Musei Civici di Treviso,

Boschi e città come isole: il paesaggio dei Veneti antichi

e

Il paesaggio dell’età dei Veneti e dopo la romanizzazione: fra trasformazioni e permanenze,  presentazione a cura degli alunni di IC 3° Felissent, IC 4° Stefanini, IC 5° Coletti di Treviso.

 

Lunedì 13 maggio 2013

ore 16, salone del Palazzo dei Trecento: Leggere il paesaggio: la quarta dimensione è il tempo. Il paesaggio come fonte per la ricostruzione storica.

Interventi:

Mario Dalle Carbonare, Dirigente Scolastico IC 3° Felissent di Treviso, Il paesaggio: la storia dei secoli “senza storia”

Lorena Rocca, Università di Padova Storie e geografie: i possibili intrecci nel territorio vissuto

Seguirà dibattito con i partecipanti ai lavori di ricerca e con la cittadinanza

 

Martedì 14 maggio 2013

ore 16, salone del Palazzo dei Trecento: Problemi di memoria nell’insegnamento della storia

Interventi:

Presentazione dei materiali prodotti dal Liceo Scientifico L. Da Vinci nell’ambito del progetto “Giorno della memoria”, curati da Antonella Lorenzoni

Raccontare storie di memoria e resistenza: tra letteratura e testimonianza, presentazione del progetto a cura di BRaT e ReteStoria

Simon Levis Sullam, Università di Venezia, Gli italiani comuni e la Shoah

Fulvio Cortese, Università di Trento, La rimozione della memoria

Seguirà dibattito con i partecipanti ai lavori di ricerca e con la cittadinanza

 

Mercoledì 15 maggio 2013

ore 17.00, salone del Palazzo dei Trecento: Tra ponti e cagnani, video proiezione a cura di F. Turchetto, Società Iconografica Trivigiana

 

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Rassegna

Leggere il paesaggio e le trasformazioni del territorio: un esercizio di cittadinanza

Palazzo dei Trecento, Piazza dei Signori

dal 11 al 24 maggio 2013

Sabato e domenica, dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00; negli altri giorni su richiesta

Visite guidate per gruppi e scolaresche su prenotazione

A cura delle scuole aderenti a ReteStoria: Liceo Scientifico Leonardo da Vinci, IC 1° Martini, IC 3° Felissent, IC 4° Stefanini, IC 5° Coletti, Scuola Media Collegio Pio X, IC di Villorba e Povegliano, IC 1° di Mogliano Veneto, IC di Silea, Biblioteca dei Ragazzi di Treviso.

Con la collaborazione di: Musei Civici di Treviso, Biblioteca Comunale di Treviso, Biblioteca dei Ragazzi di Treviso, Istituto per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea (ISTRESCO), Archivio di Stato di Treviso, Società Iconografica Trivigiana, e con il contributo di studiosi.

 

La Biennale di Storia a Treviso è un complesso di iniziative (ricerche e presentazione al pubblico dei risultati) che ogni due anni affronta un tema della storia trevigiana, nella convinzione che la partecipazione attiva e responsabile dei cittadini alla vita civica si alimenti e si consolidi attraverso la conoscenza dell’ambiente e degli eventi che lo hanno percorso.

L’iniziativa è progettata da:

Comune di Treviso: Servizio Cultura, Musei Civici, Biblioteche

ReteStoria Treviso: le scuole della città e del territorio partecipanti alle attività della Rete;

Istituto per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea

Archivio di Stato di Treviso

Società Iconografica Trivigiana

Credits

Comitato Scientifico della Biennale:

Stefano Pimpolari, Enrica Cazzolato (Assessorato Cultura)

Emilio Lippi, M. Elisabetta Gerhardinger (Biblioteche e Musei Civici)

M. Giuseppina Vincitorio, Raffaella Citeroni, Emilia Peatini, Antonella Lorenzoni, Antonella Moretti (ReteStoria)

Francesco Turchetto (Società Iconografica Trivigiana)

Amerigo Manesso (ISTRESCO)

Collaborano con i laboratori storico-didattici, ricostruzioni, prodotti multimediali, le scuole di ReteStoria:

Liceo Scientifico Leonardo da Vinci, IC 1° A. Martini, IC 3° G.G. Felissent, IC 4° L. Stefanini, IC 5° L. Coletti, Scuola media Pio X, IC 1° di Mogliano Veneto, IC di Silea, IC di Villorba e Povegliano.

ReteStoria è su Facebook: https://www.facebook.com/groups/357858827628736/

e all’indirizzo https://biennalestoria.wordpress.com/

per iscrizioni al LandscapeCamp: https://www.facebook.com/groups/130872823673985/

www.comune.treviso.it

www.societaiconograficatrivigiana.it/

 

Per informazioni

Servizio Cultura Comune di Treviso, Enrica Cazzolato – Tel. 0422 658318

ReteStoria, Raffaella Citeroni – cell. 3474480981

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Pomeriggi al Palazzo del Podestà

Sabato 27 ottobre 2012, La storia in Piazza dei Signori tra Medioevo e Novecento: i palazzi comunali di Treviso, la proiezione di immagini commentata da Andrea Bellieni: ha inaugurato il ciclo di incontri, organizzato da ReteStoria e dalla Società Iconografica Trivigiana. Continua con questa interessante proposta la decennale collaborazione tra l’Associazione di ricercatori, collezionisti ed appassionati di iconografia della città e la Rete di Scuole per la Storia.

L’opportunità è offerta dal Comune di Treviso che patrocina l’iniziativa e mette a disposizione dell’Associazione e della Rete, gli spazi prestigiosi del lascito Ramanzini che, come verrà chiarito durante l’esposizione dall’ architetto  Bellieni, fa parte di un Palazzo adiacente quello del Podestà e che faceva parte degli spazi a sua disposizione: una foresteria del palazzo principale. Il Palazzo del Podestà che ha cambiato fisionomia più volte nei secoli, ora si presenta con un caratteristico cinquecentesco  bugnato e si affaccia sull’ala sinistra della piazza.  La foresteria era collegata direttamente al Palazzo con un corridoio sospeso sul vicolo omonimo, corridoio  che ora è parte integrante degli spazi di rappresentanza del Comune di Treviso.

I Palazzi Comunali che incorniciano la Piazza principale della città, denominata nell’Ottocento, “dei Signori”, sono stati oggetto di analisi e di ricerca da parte di Andrea Bellieni, già Conservatore ai Musei Civici di Treviso ed ora Direttore del Museo Correr di Venezia. Bellieni è profondo conoscitore della storia della città ed in particolare del suo assetto urbanistico. Ha guidato un pubblico attento alla scoperta dell’antico aspetto degli spazi cittadini.

Gli incontri che avranno cadenza quindicinale per l’intero anno scolastico hanno nel tema del “paesaggio”, argomento dei seminari di formazione, dei laboratori di storia e della prossima Biennale, il filo conduttore di tutti contributi in programma.

Questo il calendario dei prossimi incontri, fino alla fine dell’anno solare:

Giovedì 8 novembre 2012: seminario di ReteStoria,         professor Alessandro Casellato, Università Ca’ Foscari di Venezia, Dove finisce la città:il quartiere di Fiera.  Ex-alunni di ReteStoria dell’IC 5° Coletti. Il quartiere di San Liberale

Giovedì 22 novembre 2012: proiezione Società Iconografica Trivigiana, Francesco Turchetto, Ci vediamo in piazza. Luogo dell’incontro e della memoria

Giovedì 6 dicembre 2012: proiezione Società Iconografica Trivigiana,  Francesco Vivian, Treviso città tra le acque. Un percorso tra canali , risorgive e fontane

Giovedì 20 dicembre 2012: proiezione Società Iconografica Trivigiana,  Francesco Turchetto, Tra ponti e cagnani

Tutti gli incontri si svolgeranno dalle ore 17.30 alle ore 19.30 circa

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Seminari sul paesaggio – i podcast

Gli amici di ReteStoria di Venezia mettono in Rete tutti i podcast dei nostri seminari sul paesaggio. In particolare:

Francesco Vallerani, Università Ca’ Foscari, Venezia: I piccoli fiumi: per una geostoria del territorio trevigiano.
Cinzia Crivellari, Laboratorio di storia, Università Ca’ Foscari, Venezia: Dall’esperienza delle SSIS, un bilancio sulle competenze di storia, tra scuola, università e insegnamento.
Nadia Breda, Università di Firenze: Uno sguardo antropologico sul paesaggio. Una introduzione al Terzo Paesaggio e al pensiero di Gilles Clemant: una scoperta interessantissima.
Lorena Rocca, Università di Padova: Dallo spazio al territorio e dal territorio al paesaggio: un chiarimento sui termini fondamentali: spazio territorio, paesaggio.
Simonetta Zanon, Fondazione Benetton Studi Ricerche: La convenzione europea del paesaggio e l’esperienza di Luoghi di valore a cura della Fondazione Benetton di Treviso: proposte per la scuola per una nuova educazione all’ambiente e al paesaggio.

Qui il sito di ReteStoriaVenezia dove potete scaricare i podcast! Grazie agli amici di Venezia per il prezioso contributo!

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Geo – Storia e paesaggio

La terza giornata del seminario di ReteStoria al Liceo da Vinci di Treviso dedicato al paesaggio, è stata scandita dalla presenza di tre docenti appassionate e dalle loro interessanti relazioni.
Qual è il rapporto dell’uomo con il paesaggio naturale?  Nadia Breda, docente di Antropologia all’Università di Firenze ha accompagnato il nostro sguardo alla ricerca e alla consapevolezza del terzo paesaggio,  qui il Manifesto del Terzo paesaggio di Gilles Clement, un itinerario affascinante nei territori dimenticati o rifiutati dall’uomo e che la natura si riprende. L’antropologia del terzo paesaggio ci invita ad osservare tutto ciò che sta sotto i nostri occhi ogni giorno e che improvvisamente prende luce e acquista significato.

Per Nadia Breda, qui il suo blog “Bibo, dalla palude ai cementi”,   il terzo paesaggio e’ luogo di rifugio dove la diversità timidamente e creativamente sopravvive, indecisa, appare e scompare, nomade.

Il terzo paesaggio pedagogico consiste nell’esperienza e nell’incontro con il vivente, come l’erba e  l’albero. E il consiglio di Nadia Rocca, davanti alla natura che si riprende i suoi spazi è di aspettare, di sostare attivamente osservando, dando dignità politica al non fare …per poi fare poco contro la natura e molto con la natura.

Lorena Rocca, docente di Geografia al dipartimento di  Scienze della formazione primaria dell’ Università di Padova, ci introduce attraverso la metafora della porta ai significati di spazio ambiente, luogo, territorio, paesaggio.

E nel concetto di cronotopo, la quarta dimensione dello spazio usato per definire il
rapporto con il tempo, noi ci ritroviamo perchè non è stato sempre obiettivo dei nostri laboratori cercare nel paesaggio le tracce del passato e ricostruire attraverso queste lo spazio in una dimensione temporale ormai perduta? Ogni territorio e’ caratterizzato da una presenza stratificata di oggetti di varie epoche  ed ognuno di questi condensa energia. Lorena Rocca, qui  il sito di Aiig Veneto, Associazione italiana insegnanti di Geografia del Veneto della quale è Presidente, ci introduce  ad una nuova concezione di geografia che non è certo più quella deterministica bensì la scienza che insegue le tracce dell’uomo sul territorio visto questo nascere dalla fecondazione della natura da parte della cultura in quel procedere circolare e processuale che chiama in causa inevitabilmente altri ambiti disciplinari oltre a quelli citati quali ad esempio la filosofia e la psicologia”.

E cosa può nascere da questa nuova prospettiva? Da questo ricercare nel paesaggio le tracce dell’uomo e scoprirne le armonie con la natura o le dissonanze? La proposta viene da Simonetta Zanon e dal suo progetto “Luoghi di valore” che nasce dal Premio Scarpa per il Giardino per la Fondazione Benetton.

Per luoghi di valore si intendono paesaggi quotidiani, luoghi di vita o semplicemente idee territoriali, dense di memoria. Ecco come l’aspetto psicologico, sottolineato da Lorena Rocca, prende forma nel progetto Luoghi di valore, rivolto oltre che alla cittadinanza anche alle Scuole.  Non solo allora il bel paesaggio, lo scorcio suggestivo ma anche tutto ciò che ci è caro e può essere un semplice campo da calcetto dove amiamo trascorrere il nostro tempo libero.

E questa ricerca dei luoghi di valore può essere l’occasione per un confronto tra il valore per l’adulto, per l’insegnante e il valore
per i ragazzi e qui voglio ricordare il commento quanto mai opportuno per una riflessione di Roberta Romanatti, una delle prof. della Rete, “mi è piaciuto il fatto che i ragazzi indichino, come luoghi di valore, luoghi “brutti”… forse noi li vediamo così…un luogo assume valore per l’esperienza, per il ricordo, per il contesto… I ragazzi vivono, spesso, in spazi poco caratterizzati (vedi scuole, palestre, qualche piazzetta di periferia) e magari per loro musei e monumenti vengono associati a “fatica” e controllo… sta a noi educarli al bello e far apprezzare ciò che è notevole del paesaggio… purtroppo non sempre c’è l’occasione per farlo!”

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Il laboratorio tra buona pratica e pratica possibile

L’odierna incapacità di percepire lo spazio, determinata dalla disin-tegrazione della perce-zione delle distanze, porta all’incapacità di percepire il passato. Molti ragazzi hanno una dimensione internazio-nale, ma magari non sono mai stati a Venezia o a Roma: per loro Londra è più vicina di Venezia. Per i ragazzi, nativi digitali, c’è il problema di definire un ubi consistam, perché lo spazio è per loro una rappresentazione iconica.

Analoga difficoltà si registra con il tempo, percepito come istantaneità continua: i giovani vivono la difficoltà di configurare interiormente un tempo discreto. Ma siccome la diacronia è intrinsecamente connessa alla dimensione linguistica, cioè la logica dei fatti è la proiezione della nostra organizzazione interiore della lingua, vale a dire della nostra percezione del rapporto tra i fatti, allora la povertà linguistica dei ragazzi è strettamente connessa con la loro/nostra percezione frammentata del tempo.

Come strutturare allora l’asse diacronico nei nativi digitali? La fine della storia può in qualche modo essere ricondotta ad una “teoria della relatività vissuta”?» Stefano Quaglia, Ispettore scolastico, Ufficio S. Regionale del Veneto per ReteStoria, giovedì 11 ottobre 2012, al Liceo Scientifico Leonardo da Vinci.

 

“Lion la testa, il petto capra, e drago la coda;
e dalla bocca orrende vampe vomitava di foco …”
(Iliade, VI, 223-225 trad. V. Monti)
La didattica laboratoriale si basa sull’uso della metodologia della ricerca, per altro comune a più discipline. In effetti tra gli elementi qualificanti del laboratorio vi è la compenetrazione – non l’interdisciplinarietà – tra le discipline, perseguita trovandone i nessi profondi.
Il docente deve scegliere gli aspetti del sapere intorno ai quali gli allievi possano costruire le proprie rappresentazioni della realtà dotandole di senso attraverso tempi scolastici non necessariamente troppo estesi, ma significativi e motivanti.
Il fatto che l’uomo sia capace d’azione significa che da lui ci si può attendere l’inatteso, che è in grado di compiere ciò che è infinitamente improbabile. E ciò è possibile solo perché ogni uomo è unico e con la nascita di ciascuno viene al mondo qualcosa di nuovo nella sua unicità. (H. Arendt, Vita Activa). Giuseppina Vincitorio, Dirigente Scolastica del Liceo Leonardo da Vinci di Treviso e Presidente di ReteStoria.

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Il paesaggio come storia, Francesco Vallerani

Vogliamo occuparci di geografia, proprio ora che l’ennesimo ministro di turno cerca di cancellarla. Coloro che ritengono la geografia una materia affatto importante sono ciechi. Coloro che hanno davvero la sventura di non possedere la vista invece sanno benissimo cos’è la geografia, tesi a percepirla con tutti i sensi possibili: vedono il vento attraverso la pelle e i fiori e le piante dal loro profumo. E’ che lo spazio intorno a noi, oltre ad essere caratterizzato da elementi naturali come il fiume, le rocce, gli alberi e dove la mano dell’uomo ha modificato e ridisegnato, è anche un interessantissimo archivio dei segni dei tempi passati, da quelli più antichi a quelli che stiamo ancora tracciando a volte con tanta incoscienza.  In un laboratorio di storia ti accorgi quanto importante sia la geografia per quello che stai investigando: a volte i documenti devi andare a cercarli nel paesaggio. In Rete si parlava di geo-storia già da tanti anni fa, molto prima che diventasse un argomento di moda.

(nella fotografia, un paesaggio con segni del triassico: tracce di dinosauro sul Pelmetto, versante sud del monte Pelmo)

Ma forse della geografia ancora non ne abbiamo apprezzato il fascino e le potenzialità.  Durante il primo seminario, Francesco Vallerani, un geografo con l’animo del poeta,  ci ha illuminati! Ha parlato della geopoetica: ricercare e trovare contaminazioni tra lo studio del paesaggio e la letteratura. Abbiamo accolto il suo invito ad introdurre nel nostro rapporto educativo l’educazione alla bellezza e la sua presa di coscienza e a favorire l’introspezione alla ricerca dei paesaggi mentali. Il paesaggio è comunque un palinsesto irrinunciabile per l’approfondimento geografico e storico e nel nostro territorio, uno studio del quale abbiamo assolutamente bisogno per le gravi emergenze del presente e per riannodare i fili della memoria.

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